ITSM037

30 novembre – Sant’Andrea apostolo

Evangelizzare è vivere

Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio  lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo… Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso. Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!… Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo… Rm 10,9-17

Gli esseri viventi, piante e animali, procreano altri esseri viventi; la fontana fa scorrere l’acqua che le arriva; i corpi trasmettono il calore ricevuto; l’universo è un meraviglioso equilibrio dinamico di astri che si mantengono in moto ordinato  gli uni gli altri; e gli uomini amano perché sono amati da Dio e da altri uomini. C’è nella creazione un principio fondamentale: non si può ritenere solo per sé, come proprietà esclusiva, ciò che si è ricevuto da altri. Questo dinamismo naturale vale ancora di più per la fede: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!… Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo». Come gli esseri viventi non possono non trasmettere la vita e la fontana non far scorrere l’acqua che le arriva, così è impossibile ricevere il dono della fede e trattenerlo solo per noi. La testimonianza del vangelo,  prima di essere un mandato e un dovere, è un bisogno irrefrenabile che prorompe dal didentro, che si sposa con il bisogno e il diritto che tutti, «Giudei e Greci»  hanno di conoscere Gesù Cristo, di addivenire alla fede, ricevere dalla vita le risposte che attendono da sempre ed essere salvati. Evangelizzare vuol dire ricevere e trasmettere continuamente lo Spirito Santo e il messaggio del  vangelo, come la fontana riceve e trasmette l’acqua. Se così non fosse, nel mondo scomparirebbero la vita, la fede, l’amore e la condivisione di ciò che si è e che si ha e le fontane diventerebbero pozzanghere maleodoranti. Annunciare il vangelo vuol dire vivere e trasmettere la vita: una Chiesa che non evangelizza non è Chiesa e un cristiano che non testimonia il vangelo è un cristiano tristemente in pensione.

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