ITFL227

XVI settimana del Tempo Ordinario – Venerdì

La parabola del seminatore 

«Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante… Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno». Mt 13,18-23

Questa parabola, della quale oggi meditiamo la spiegazione che ne dà Gesù, dovrebbe essere inserita nei corsi prematrimoniali che si tengono nelle parrocchie, perché traccia un vero programma educativo, sia per i genitori che per i figli. Il seminatore è il Signore, che, al tempo opportuno, semina la sua parola nel cuore dei figli.

Il compito dei genitori è preliminare: essi devono operare come il bravo contadino, che prepara il terreno arandolo e concimandolo. Allo stesso modo i genitori devono preparare il cuore dei figli ad accogliere la parola del Signore. Il primo rischio che si corre nei confronti della parola di Dio – dice il Signore – è di non comprenderla, per mancanza di abitudine all’ascolto. È il seme caduto sulla strada. Il compito dei genitori, allora, è quello di abituare i figli alla meditazione delle Sacre Scritture, perché si sintonizzino fin da piccoli, con il pensiero di Dio. Così, quando il Signore parlerà al loro cuore, lo riconosceranno come una voce familiare.

Il secondo rischio è che la parola di Dio cada in un cuore pieno di sassi, dove non mette radici profonde, perché c’è poca terra. Il compito dei genitori, allora, è quello di rimuovere i sassi, cominciando dalle troppe attività delle loro giornate. Nessuna di per sé è negativa, ma, essendo troppe, finiscono per essere vissute in modo superficiale, e favoriscono l’incostanza e la non perseveranza, che – dice oggi Gesù – sono i difetti simboleggiati dal terreno sassoso. Il terzo rischio è un cuore pieno di spine, che Gesù identifica nelle preoccupazioni del mondo e nell’inganno della ricchezza. Un cuore preoccupato non è libero di accogliere niente e nessuno, e tanto meno la parola di Dio. Non parliamo poi dell’inganno della ricchezza, perseguendo la quale non rimane tempo per altro. Lontano da questi rischi, la parola di Dio, poco o tanto, produrrà sempre frutto: «il cento, il sessanta, il trenta per uno». La nostra esperienza di genitori ci insegna che anche i tempi di maturazione sono diversi, e non sempre la resa «del cento» è quella del grano che spunta per primo.

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