ITFL194

XI settimana del Tempo Ordinario – Sabato

La fede nella Provvidenza

«Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi… può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone… vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani… A ciascun giorno basta la sua pena». Mt 6,25-34

La nostra amica Renata ha vissuto una tristissima esperienza. Quando l’abbiamo conosciuta, molti anni fa, era una persona cui la vita sembrava aver concesso tutto: una professione di insegnante, un marito affermato nella professione e due bei bambini. Ma quando Renata, serena e fiduciosa, iniziò la terza gravidanza, il marito le comunicò che l’avrebbe lasciata per andare a convivere con la segretaria, ed ella, dopo alcuni mesi, si trovò ad affrontare da sola l’impresa di far crescere ed educare tre figli. Iniziò per lei un periodo durissimo, che sembrava dover essere interminabile. Lottava contro le difficoltà come una leonessa per i suoi cuccioli, ma talvolta andava in crisi. Una sera cadde in una più profonda delle altre e venne a casa nostra, come spesso faceva, per trovarvi amicizia, ascolto, qualche consiglio, ma soprattutto un po’ di preghiera. Quella volta, però, le ore trascorrevano senza che le arrivasse l’aiuto sperato fino a quando non leggemmo la pagina del vangelo di oggi, questa potente esortazione ad abbandonarsi nelle mani del Signore, come «gli uccelli del cielo» ed «i gigli del campo». Ci mettemmo in silenzio lasciando che il messaggio scendesse lentamente nel cuore e, a un certo punto, Renata sentì che il Signore le aveva parlato. Quando uscì per tornare a casa sua, era una persona rigenerata, e da allora si è sempre fidata ciecamente del Signore. Ha incontrato mille difficoltà, ma le ha superate tutte, e ora che i figli si sono tutti laureati, si sta godendo una fase serena della sua vita, con molti momenti di gioia, che condivide con gli amici di sempre, tra i quali siamo anche noi.

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