ITFL196

XII settimana del Tempo Ordinario – Martedì

Dio, noi e il prossimo 

«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi… Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!». Mt 7,6.12-14

Dio, noi e il prossimo sono i tre riferimenti di ogni pensiero, ogni sentimento e ogni azione della nostra vita. I comandamenti che Mosè ha ricevuto sul monte Sinai si possono riassumere – dice Gesù – in uno solo: ama «Dio» sopra ogni cosa e il «prossimo» tuo come «te stesso». E le tre virtù teologali costituiscono il modo che ci è dato per amare: la «fede» per amare Dio, la «carità» per amare il prossimo e la «speranza» per amare noi stessi, perché chi non vive nella speranza non si ama. Anche i precetti della Chiesa e quelli che incontriamo nel vangelo, sono sempre riferiti a Dio, a noi e al prossimo. Il brano del vangelo di oggi ce ne presenta tre: sono altrettante raccomandazioni, che hanno per oggetto il comportamento nei confronti delle cose di Dio, del prossimo e di quelle personali. La prima riguarda il rispetto per le cose di Dio, che non devono essere date a chi non crede nella signoria di Gesù Cristo. Ai pagani deve essere portato il messaggio solo del vangelo, l’annuncio di Gesù Cristo morto e risorto per la salvezza loro e del mondo intero. Per chi ha creduto al primo annuncio, i misteri del Regno e la dottrina della Chiesa vengono fatti conoscere dopo, durante la crescita spirituale. La seconda  raccomandazione riguarda il nostro comportamento, per amare il prossimo nella concretezza della vita di tutti i giorni: basta fare agli altri, come vorremmo venisse fatto nei nostri confronti. Non esiste regola più semplice e più pratica di questa. La terza riguarda il comportamento da tenere nei confronti di noi stessi e delle nostre scelte di vita, perché in ogni momento e in ogni situazione ci troviamo di fronte a due porte, una larga e l’altra stretta. Nella porta larga, che è quella del non impegno, dell’egoismo, della critica, si entra più facilmente, ma poi ci si ritrova in un ambiente stretto e invivibile. Nella porta stretta si entra più difficilmente, perché dobbiamo far violenza alla nostra natura che, a causa del peccato, non è magnanima, generosa e benevola, ma, una volta entrati, ci troviamo negli spazi sconfinati di Dio.

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