ITFL321

XXIX settimana del Tempo Ordinario – Sabato

Gli operai del Signore 

Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Lc 13,6-9

Quando Gesù raccontò per la prima volta questa parabola, aveva in mente non solo il popolo di Israele, i cui capi religiosi si erano rifiutati di accoglierlo come Messia, ma i tanti operai che nel corso dei secoli sarebbero stati chiamati a collaborare al suo piano di salvezza. Perché questo si realizzi, è necessario che ciascuno porti i propri risultati, altrimenti viene sostituito da altri, come nella parabola di oggi il padrone minaccia di fare con quel fico che da tre anni non produce frutti. Quando, da giovane ingegnere, esercitavo la professione di project manager, all’inizio di un progetto il presidente della società mi chiamava per dirmi: «Questo è il progetto da realizzare, questo è il budget che hai a disposizione e questo è il tempo che devi impiegare. Scegliti i collaboratori, fai un buon lavoro e ogni mese mandami un rapporto per informarmi sui problemi che insorgono e su come sta andando la realizzazione». Una stretta di mano e io tornavo nel mio ufficio a studiarmi il progetto e a pensare all’organigramma dei collaboratori, abbinando a ogni funzione il nome di una persona che avesse tre caratteristiche: esperienza, buona volontà e capacità di lavorare insieme ad altri. Se durante il lavoro mi succedeva che un collaboratore, qualunque fosse il motivo, non portasse i risultati necessari per il buon andamento del progetto, ero costretto a rimuoverlo dal suo ruolo affidandogli un lavoro diverso, e lo sostituivo con un’altra persona. L’importante era la realizzazione del progetto, non chi fossero i collaboratori e il loro ruolo. La parabola di oggi ci dice che il Signore opera allo stesso modo, ma con una differenza: delle tre caratteristiche necessarie per essere un buon collaboratore a lui interessa solo la buona volontà. L’esperienza, la capacità di lavorare in gruppo e i carismi necessari per svolgere un buon lavoro li dona lo Spirito Santo.

Per quanto riguarda il profilo professionale, il Signore predilige i semplici e i poveri, non i grandi professionisti, perché alla formazione ci pensa lui. È importante solo la buona volontà. Quando questa viene a mancare, il Signore si sceglie altri collaboratori, perché il piano di salvezza del mondo non si può fermare.

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